di Remigio Zizzo
LUCI ED OMBRE DEL PERSONAGGIO IN UNA AVVICENTE BIOGRAFIA DEL DUCE DEL FASCISMO CORREDATA DA UNA DOCUMENTAZIONE IN BUONA PARTE INEDITA DAL RICCO ARCHIVIO DELLAUTORE
di Paolo Pierpaoli
Edita dalla Rusconi Libri è in libreria lopera del nostro
presidente Remigio Zizzo dal titolo Benito Mussolini: Duce si diventa! Biografia
ragionata sul capo del Fascismo . 531 pagine di testo corredato da una imponente
documentazione fotografica in gran parte inedita proveniente dallarchivio personale
dellautore, (un archivio, sia detto per inciso, davvero notevole!) in uno splendido
volume di grande formato, elegantemente rilegato con titoli e fregi in oro.
Opera recentemente pubblicata anche a fascicoli in edicola col quotidiano
Libero con la prefazione del direttore Vittorio feltri.
Ancora una biografia del Duce! Viene subito da pensare così, tenendo presente che nessun
personaggio della vita politica italiana di ogni epoca ha avuto tante pubblicazioni , in
vita e dopo la morte, che ne hanno narrato lavvincente parabola dalla nascita alla
tragica fine, nella quale il nostro Paese è stato così profondamente coinvolto che
ancora oggi gli effetti ed i sentimenti suscitati da quella folgorante apparizione sulla
scena pubblica italiana sono ben lungi dallessersi spenti.
Che cosa dunque di nuovo, di notevole, di originale , di avvincente, si può trovare
nellopera di Remigio Zizzo ?
Chi legge le tante storie e biografie dedicate a Mussolini, dopo pochissime pagine si
accorge subito da che parte sta chi scrive, se cioè è pro o contro
Mussolini perché il personaggio è di una statura, nel bene o nel male che sia , che
obbliga colui che ne vuole tratteggiarne la vita e le opere a prendere inevitabilmente
posizione , anche perché ogni autore, direi ognuno di noi, ha una storia
personale nella quale giocano molto gli influssi paterni, lambiente in cui si
è formato ed è vissuto, linclinazione personale ed il carattere, a formare un
substrato profondo che porta, ripeto, inevitabilmente, a decidere da che parte stare nel
grande dramma che visse lItalia dalla fine della Grande Guerra ai nostri giorni. Ed
accade anche che lo stesso massimo storico del Fascismo e di Mussolini, Renzo de Felice,
pure essendo profondamente antifascista, non è stato forse accusato di avere finito con
l innamorarsi del suo personaggio ? Una figura storica, quindi , che rende difficile
essere del tutto imparziali.
Ma invano cercherete di capire da che parte sta Remigio Zizzo.
Questo perché il pregio principale dellopera è una obbiettività rigorosa, quasi
che il drammatico racconto della vita del Duce fosse stato scritto da uno storico
dellanno 3.000 invece che da un giovane studioso doggi.
Lindagine psicologica non superficiale sulle motivazioni profonde che indussero il
Duce ad assumere determinate decisioni è un secondo notevole pregio dellopera:
quante volte ci siano chiesti: Ma perché il Duce che in fondo detestava i Tedeschi alla
fine decise, sul finire degli ani 30 di legare il suo ed il destino del popolo
Italiano alla Germania nazista di Adolf Hitler ?
Ma perché il Duce volle fare approvare le infami leggi razziali contro gli Ebrei pure non
essendo egli personalmente razzista e pur sapendo perfettamente che non lo era il popolo
italiano e pure sapendo che gli ebrei in Italia non costituivano e non avevano mai
costituito un problema di rapporti con la popolazione cristiana ?
Ma perché il Duce volle entrare in una guerra alla quale sapeva perfettamente che non
eravamo preparati, che era avversata dalla maggior parte della classe dirigente italiana,
dal re, dal Pontefice, da tanti Gerarchi fascisti,, dal popolo, e dalla quale aveva saputo
così bene tenersi distante con la formula della non belligeranza?
Ma perché il Duce volle riprendere il potere in Italia dopo il colpo di stato del 25
luglio 1943, pure avendo manifestato linten-zione di ritirarsi dalla vita politica,
pure consapevole che la guerra era ormai definitivamente perduta, pure sapendo che i
Tedeschi gli avrebbero concesso unauto-nomia del tutto limitata, pure sapendo che
gli Italiani erano stanchi della guerra ed ormai lontani dal Fascismo ?
Ad ognuno di questi perché Remigio Zizzo offre una risposta convincente al termine di una
accurata, severa disamina dei documenti, ed allevidenziazione delle motivazioni
psicologiche più profonde che spinsero il Duce verso quelle decisioni.
Si, il rigore storico, la ricerca psicologica convincente sul carattere del protagonista e
di altri personaggi sono il secondo pregio dellopera.
La chiarezza espositiva nel raccontare le vicende storiche, è dono che appartiene a
pochi, specie se unita alla capacità di avvincere il lettore con un racconto
coinvolgente: i trattati di storia finiscono troppo spesso per essere noiosi anche quando
scritti da illustri personaggi, e questo è vero anche per le biografie mussoliniane, è
vero anche per lopera fondamentale sul Fascismo ed il suo capo scritta da Renzo De
Felice: soltanto Indro Montanelli e Roberto Gervaso sono stati capaci di raccontare la
Storia in maniera avvincente (e per questo gli storici di professione li detestano
cordialmente ).
Ho letto il libro di Remigio Zizzo tutto di un fiato, come raramente mi è successo, pure
essendo un appassionato di storia contemporanea, con altre opere sul XX° secolo ed in
particolare sui suoi movimenti politici, perché lopera si legge bene, non annoia
mai, avvince e conquista e la si legge come se non si conoscesse già tutta la
trama.
Sul Fascismo ed in particolare sullentrata in guerra dellItalia e sulla fine
di Mussolini si è ormai , si pensa, detto tutto e nulla di nuovo può essere aggiunto,
salvo il modo di raccontarlo: non è così, il libro di Zizzo ci racconta alcune nuove
tesi o ipotesi o mai rese note o non adeguatamente evidenziate in passato e che per il
sottoscritto hanno costituito una vera sorpresa: non voglio togliervi il piacere della
scoperta, ma che ne direste di unipotesi secondo la quale Mussolini entrò in guerra
contro la Francia e lInghilterra
su richiesta della Francia e
dellInghilterra? Saprete tutto, leggendo il libro anche su questa ipotesi.
IL CONTENUTO DELLOPERA
Lopera contiene nellordine.
Dopo una prefazione, prologo che si scrive dopo, e si mette prima e di solito non si legge
né prima né dopo ma questa, vi assicuro, è tutta da leggere subito, ed un breve
capitolo dedicato al raggiungimento dellunità dItalia, seguono quelli
dedicati alladole-scenza ed alla giovinezza di Mussolini, non escluso uno dedicato
alla vita sentimentale del futuro Duce, alternati saggiamente a brevi capitoli sui primi
anni del XX° secolo e sulla Prima guerra mondiale ed ai primi anni difficili del
dopoguerra ( 1919-1920 );
Segue un ampio capitolo dedicato alla nascita del Partito Nazionale Fascista, alla Marcia
su Roma, al primo Governo Mussolini, alla sua politica coloniale, alle elezioni del 1924
ed al delitto Matteotti, al Mussolini giornalista e scrittore, ai Gerarchi fascisti;
Il passaggio alla dittatura ed al Mussolinismo è quindi evidenziato con
particolare rigore, ponendo in risalto le ombre e le luci del regime, la sua azione
rinnovatrice in campo educativo, economico e sociale grazie alle leggi
fascistissime, il convinto ed innegabile (ma quante volte negato da altri storici
cui lobbiettività faceva difetto!) consenso di tutto un popolo, senza trascurare il
Tribunale Speciale, lOVRA ed il confino di polizia e lirregimentazione della
gioventù italiana nelle speciali organizzazioni politiche per essa create, ed il grande
evento della Conciliazione fra lo Stato e la Chiesa;
Unampia disamina degli anni 30 nei quali il Fascismo ebbe il massimo
consenso del popolo italiano e realizzò le sue più importanti riforme economiche e
sociali, superando la grande crisi seguita al 1929 in tutto il mondo occidentale: i nuovi
codici civili e penali, i grandi Enti previdenziali ed assistenziali (INPS, INAIL, INAM,
ONMI,IMI) e la Carta del Lavoro, lazione di politica estera per il mantenimento
della pace superando gli errori dei trattati che avevano chiuso la Grande Guerra gettando
i semi di quella successiva, la bonifica delle paludi Pontine con la nascita delle nuove
città dell agro redento (Littoria, Pontinia, Sabaudia) i primati
raggiunti in campo sportivo ed aeronautico, la conquista dellEtiopia ed il
conseguente ritorno dellimpero sui colli fatali di Roma proclamato nel
suo più celebre discorso (interamente riportato) del 9 maggio 1936;
Ed ecco profilarsi gli anni della tragedia: il primo incontro con Hitler, (giugno 1934) la
guerra di Spagna, lavvicina-mento al nazismo con la visita di Hitler in Italia nel
1938) ed il graduale allontanamento dal consenso del popolo, le infami, assurde,
inspiegabili leggi razziali contro gli Ebrei, lestremo salvataggio della pace con
gli accordi di Monaco, il Patto dAcciaio con la Germania, (maggio 1939), lo scoppio
della Seconda guerra mondiale (settembre 1939);
Prima di passare alla trattazione degli anni di guerra, un ampio, originale, avvincente
capitolo, cuore dellopera alla quale darà il titolo è dedicato al come Duce
si diventa!, seguito da quello dedicato alla Vita allombra del
Regime ed agli Italiani in camicia nera che ci offre un quadro ricco e
vivace della vita italiana dellepoca, di lettura davvero piacevole;
Ma eccoci ai tragici anni di guerra, dalla non belligeranza durante le
travolgenti vittorie tedesche allentrata in guerra dellItalia (10 giugno
1940), le nostre sfortunate campagne militari in Africa Orientale e Settentrionale, in
Grecia, in Russia il giro di boa della Storia con il passaggio delliniziativa agli
Alleati, le nostre sconfitte e quelle dellalleato tedesco da El Alamein a
Stalingrado, la perdita del consenso (1943) della maggioranza degli Italiani, la fatale
riunione del Gran Consiglio del Fascismo, larresto da parte del Re, la caduta del
regime, la prigionia e la liberazione da quella del Gran Sasso ad opera dei paracadutisti
tedeschi;
E giunge il fatale epilogo con la nascita della Repubblica Sociale Italiana, la sua
difficile esistenza allombra delloccupa-zione tedesca, la feroce guerra civile
fra Italiani (1943-1945), il toccante capitolo dedicato a Mussolini si
confessa con rivelatrici interviste, lultimo bagno di folla nel discorso al
Teatro Lirico di Milano (16 dicembre 1944), la resa tedesca agli alleati (aprile 1945) ed
infine luccisione del Duce e la macabra, terribile, giornata di Piazzale Loreto a
Milano: il capitolo, documentatissimo, sulla morte di Mussolini ci lascia ancora con il
dubbio irrisolto su come e ad opera di chi effettivamente essa sia avvenuta: Una
Storia da riscrivere è significativamente intitolato lultimo capitolo
dellopera.
In conclusione: un libro da non perdere, degno di entrare a pieno titolo nella biblioteca
di ogni nostro socio e di chiunque ami la Storia raccontata senza faziosità, per
mantenere la speranza in un mondo più giusto, consapevole, come diceva Plinio il Vecchio
che Gli uomini che non amano la Storia sono destinati a rimanere bambini, i popoli
che non conoscono la loro storia sono condannati a riviverla.