La guerra appesa al chiodo di Massimo Maselli
Una ricca raccolta di armi ed uniformi della II Guerra mondiale
di Paolo Pierpaoli
Per chi come lo scrivente, ha vissuto, sia pure da bambino, il passaggio del fronte
durante la seconda guerra mondiale, quando nella nostra regione venne scatenato
lattacco alla Linea Gotica nellagosto del 1944, gli oggetti,
uniformi ed armi appartenuti ai contrapposti eserciti che allora si affrontarono, hanno un
interesse, un fascino, un significato forti e particolari, trattandosi di pezzi di
storia partecipata e vissuta, e questi sentimenti che si provano di fronte al
suddetto materiale militare possono essere compresi in pieno da coloro che vissero una
esperienza analoga, specialmente da chi poi quellesperienza la visse come
combattente. Queste persone, quando entrano in uno dei tanti mercatini di
militaria provano unemozione, un interesse, una partecipazione del tutto particolari
e che gli interessati ben conoscono.
Ma i collezionisti di militaria della II guerra mondiale sono molto spesso
persone che non hanno combattuto o non hanno vissuto i diversi aspetti della guerra. Cosa
li induce al collezionismo di questo genere di oggetti? E alle mostre mercato di
militaria, la presenza di giovani e di persone che comunque la guerra non lhanno
vissuta è molto alta e bisogna vedere e sentire con quanta passione e competenza questi
trattano scambi ed acquisti: perché lo fanno? Daccordo. Ormai è stata sviscerata
da ogni punto di vista sociale e psicologico la motivazione che induce alcune persone a
diventare collezionisti, sia di monete o francobolli, sia del più disparato genere di
oggetti, fra i quali quelli denominati militaria.
Per diventare collezionisti bisogna appartenere ad una particolare categoria di persone,
attratte irresistibilmente da una determinata tipologia di oggetti, che debbono esistere,
in primo luogo, in numero, ancorché molto ampio, limitato ed essere collegati
indissolubilmente ad un determinato periodo storico ovvero ad una precisa usanza o costume
umani, debbono donare al collezionista il piacere del continuo arricchimento e
completamento della raccolta grazia allacquisto, al ritrovamento, allo scambio ma,
soprattutto, deve esistere una precisa motivazione per la scelta degli oggetti da
collezionare e da studiare: ma quale è questa motivazione per quanto riguarda le persone
che scelgono la militaria della II guerra mondiale anche se la guerra non hanno affatto
vissuta? Certo, le motivazioni possono essere diverse, anche molto diverse, da persona a
persona.
Andiamo a chiedere la sua ad una di loro, il nostro socio Massimo Maselli, il quale è
nato l8 novembre 1961 vive a Falconara Marittima e svolge lattività di
marittimo presso lA.P.I. e ci riceve nella sua casa dove ci conduce subito ad
ammirare la sua imponente collezione di armi ed uniformi di combattenti della II guerra
mondiale, per un totale di oltre 250 pezzi.
Ammiriamo così le uniformi più svariate degli eserciti alleati e dellAsse, con i
relativi accessori, e diversi tipi di armi, alcune delle quali disattivate: ecco fra le
tante il nostro Moschetto automatico Beretta ( M.A.B.) che fu certamente
la nostra arma leggera meglio riuscita , lamericano Thompson che ricorda
limpero dei Gangsters oltre alle sue imprese belliche celebrate in tanti film di
guerra, il fucile tedesco Maser k98, certamente la migliore arma a ripetizione ordinaria
della II guerra mondiale, che accompagnò il soldato tedesco per tutta la guerra, alcune
celebri postole fra le quali la Luger P08, la Walther P38, la Colt 1911.
Allora, Massimo, perché collezioni militaria della II guerra mondiale ?
Una risposta precisa, non so darla! So che fin da ragazzo mi appassionavo ai film di
guerra, subivo il fascino delle armi e delle divise (del resto mio padre era un militare
di professione
) mi interessavo alla storia dai tempi di Roma antica ai nostri giorni
ed in particolare a quella delle due guerre mondiali: venivo creando, insomma, i
presupposti per diventare un collezionista di militaria.
Quando è nata la tua passione per la militaria della II guerra mondiale?
Con il ritrovamento, tanti anni fa ormai, di alcuni oggetti bellici nei pressi
dellabitazione di una zia, in particolare una baionetta tedesca (che conservo
ancora) ed una cassetta di munizioni per la mitragliatrice MG 38 o 42 pure tedesca: erano
dei piccoli e malridotti pezzi di storia che mi capitavano nelle mani e furono
sufficienti ad accendere la passione per possederne altri
.
Quali e perché sono i pezzi che ti sono più cari nella tua raccolta?
Tutti i pezzi della mia collezione mi sono cari e non saprei stabilire
una graduatoria! Dovendola proprio fare, metterei al primo posto Indubbiamente una Jeep
del 1944 sia per la sua evidente visibilità che per limpegno e la
passione messi per restaurarla.
Fra le armi di cui sei in possesso, quale ritieni la più significativa e perché?
Il Moschetto Automatico Beretta (MAB) è unarma fortemente simbolica: lo fu
per la guerra civile 1943-1945 essendo stato usato dai partigiani e dai combattenti della
Repubblica Sociale Italiana, rappresentò il massimo sforzo produttivo ed inventivo
dellindustria bellica italiana, coronato da un successo che sarebbe stato ben
superiore se fosse stato distribuito in numero adeguato ai nostri soldati. Anche il fucile
Maser tedesco mi sembra significativo perché identifica per me il soldato tedesco della
II guerra mondiale.
Quali sono state e sono le tue fonti di rifornimento?
Indubbiamente i mercatini specializzati di militaria, poi lo scambio con
altri collezionisti
Grande successo ha riscosso la mostra del tuo materiale a Falconara nel gennaio dello
scorso anno: era la prima volta che esponevi il tuo materiale ?
Avevo già esposto alcuni miei pezzi in altre mostre (a Macerata) ma a Falconara fu
certamente la prima volta che esponevo quasi tutta la mia collezione in una mostra
personale.
Cosa ne pensano, nella tua famiglia, i tuoi cari, della tua singolare
collezione ?
Posso dire che si mostrano comprensivi anche se non condividono. In
particolare mio padre, inizialmente piuttosto ostile, ora è con tento ed ancora di più
lo è mia madre. Mio figlio apprezza la Jeep ma non altrettanto le armi ed uniformi.
Trasmetterai la tua passione a qualcuno della famiglia ?
Visto quanto ho appena detto, evidentemente no! La collezione, quindi, era e resta
per me.
Cosa rispondi a chi accusa i collezionisti di militaria di essere a loro volta
militaristi ?
Collezionare oggetti militari è anche studiare da vicino la Storia, tenendo fra le
proprie mani oggetti che di quella Storia sono stati e sono parte. Soltanto chi conosce la
Storia può adeguatamente amare la pace ed odiare la guerra. Conoscere e studiare oggetti
militari, di tutte le parti che combatterono fra di loro, porta al rispetto dei
combattenti stessi alla ricerca dellobbiettività storica e può solo far sorridere
pensare che questo equivalga ad approvare la guerra. Se si pensa alla violenza che si
verifica negli stadi per semplici partite di calcio, o sulle strade da parte di certi
automobilisti si ha una conferma che la tolleranza può nascere solo dal rispetto degli
altri, e questo rispetto chi ama la storia e cerca di approfondire la sua conoscenza anche
mediante il possesso e lo studio di suoi frammenti materiali, è in grado di acquisirlo
meglio di chiunque altro.