I figurini di Giampaolo Pirozzi

 

L’Araldo,a cui rivolgo i miei più sentiti e vivi ringraziamenti,mi ha concesso l’opportunità di presentare quella che possiamo innegabilmente o in maniera più audace definire, in termini di incontrovertibilità assoluta, il nuovo concept di action figures militari che, caratterizzato ed esaltato in maniera pregnante da un nuovo e rivisitato aspetto uniformologico, il quale unito a sua volta alle capacità dinamiche di posa di un manichino (action figure) propriamente realizzato per integrare ed esaltare le sopracitate qualità, da oltre 4 anni detiene il monopolio assoluto nel mercato globale e tanto ha suscitato interesse nell’opinione pubblica settoriale.
Quando intendo sottolineare l’aspetto di rivisitazione uniformologica in veste moderna, la mia volontà ed etica professionale mi impone di ricordare ai nostri lettori che il concetto di action figures risale alla metà degli anni ’60, quando case produttrici quali la Hasbro, la Mattel ecc…si dilettarono nel lanciare sul mercato articoli aventi la duplice caratteristica e funzionalità e mi permetto dal mio punto di vista, genialità, di sposare in un vincente connubio l’aspetto prettamente ludico ad un più elevato e profondo carattere uniformologico.
Veniamo ad oggi : la Dragon, ditta orientale leader indiscussa nella produzione di mezzi e figurini in scala 1/72 , 1/35 , 1/43 ecc…, con oltre più di 20 anni di esperienza sulle spalle, dal 1999 ha lanciato sul mercato la nuova linea in scala 1/6 ed ha personalmente partecipato e seguito lo sviluppo di tale concept, arricchendolo, anno dopo anno, di nuovi elementi dotati di una valenza unica, non trascurando dettaglio alcuno, concentrandosi prettamente sull’aspetto uniformologico.
La qualità dei materiali utilizzati (tessuti, pelle, metalli, plastica, resina, ecc…), il rispetto delle proporzioni, la cura maniacale dei particolari apparentemente più insignificanti e il notevole e apprezzabile gioco di luci ed ombre che caratterizza il volto del soldato, sono in prima analisi alcuni degli aspetti che troveremo ottimizzati nel corso degli anni dalla Dragon che, mai paga, si pone ogni giorno in discussione alla ricerca di un risultato finale il più esaustivo possibile.
Degna di nota è la neofita ditta, anch’essa orientale, tale DiD (Dragon in Dream) che giorno dopo giorno ha avuto l’ardore e l’audacia di confrontarsi con la casa madre Dragon, dal quale “scontro” con caratteri epici, idealmente riconducibile nella sua forza evocativa a quello tra Davide e Golia, ne godremo noi in primis, mossi nel voler vedere realizzate le nostre diversificate e molteplici aspettative legate ad un ipotetico risultato finale.
Com’è facilmente intuibile, per ovvi motivi, il grosso della produzione è concentrato sull’esercito tedesco, in quanto in grado di offrire, a noi cultori del settore, modelli di uniformi stilisticamente uniche, realizzate secondo un preciso e programmato sviluppo delle medesime, volto a presentare una ben strutturata diversificazione delle suddette, e allo stesso tempo capace di mostrarci la visione programmatica nell’ottimizzazione, modello per modello, delle stesse.
Ora veniamo a esaminare oggettivamente, in una sorta di recensione, alcuni tra i tanti soggetti degni di nota; per l’occasione la mia scelta è ricaduta su un personaggio realmente esistito che, nella sua realizzazione fortemente voluta dalla Dragon in scala 1/6 (30 cm circa), incarna il fattore squisitamente tecnico nella realizzazione dell’uniforme, accostato ad un piano prettamente evocativo nell’esaltazione del medesimo, proclamando la figura del valoroso condottiero: Erwin Rommel.

EGITTO 1942

Comandante corpo Afrikakorps, Generalfeldmarschall "ERWIN ROMMEL"

(FELD = Campo) Carica assunta il 22 giugno 1942

A soli 19 anni è cadetto del 124° reggimento di fanteria; dopo 2 anni è già sottotenente all'Accademia di guerra di Danzica, da li' il passaggio a tenente e poi a Capitano si concretizza in un lasso di tempo brevissimo. Poi ancora a Maggiore, Colonnello sino al comando della 7^ divisione Panzer nel 1940.
Con il grado di Tenente Generale, Rommel riesce successivamente ad ottenere il comando dell'Afrikakorps, l'anno seguente, più precisamente il 22 giugno 1942, l'investitura ufficiale di Feldmaresciallo.
Oggi come allora alla fama di codesto Generale da battaglia si accompagnano imprese e fasti che solo pochi uomini nella storia hanno accarezzato.
La "Volpe del Deserto" viene ricordata non soltanto per la sua attitudine al comando e grandissima abilità nelle tattiche di battaglia,ma anche per il prestigio personale dovuto a tali innate capacità accomunate ad un profondo senso dell'onore.

DECORAZIONI di ROMMEL:
CROCE DI FERRO di 2ª classe
CROCE DI FERRO di 1ª classe
MEDAGLIA POUR LE MERITE
CROCE DI CAVALIERE con fronde di quercia
CROCE DI CAVALIERE con fronde di quercia, spade e diamanti


Ma ora veniamo alla descrizione della scatola :


Elegantissima la confezione Cyber Hobby nell'insolita grafica grigio sfumato. Al suo interno la sagoma del Feldmaresciallo in uniforme da campo tropicale colori Africa (a conferma di ciò notiamo le maniche completamente lisce e quindi sprovviste dei caratteristici polsi con ampio risvolto) spicca imponente.
Da notare la giubba contraddistinta dalle caratteristiche spalline con le insegne da Feldmaresciallo (bastoni incrociati), a fianco la mostrina rosso-dorato, segue il bastone da passeggio. La fascetta Afrikakorps con sfondo verde bordata d'oro è elegantissima, le decorazioni ottimamente realizzate, fodero, pistola, cinturone e binocolo pregevoli.
Vorrei soffermarmi un secondo sulla stupefacente realizzazione dello "Schirmmutze" in dotazione ai generali, rigorosamente in tessuto e finemente ornato con cordoncini dorati e profilatura in oro dei bordi (uno spettacolo per gli occhi).
A sinistra sul lato pieghevole della scatola,il modello regolamentare del cappotto (colore marrone) indossato dai generali e feldmarescialli, caratterizzato dalla fodera rosso vivo al suo interno.
Sotto di esso il binocolo a periscopio su treppiede modello 14.Z.


Un’altra variante degna di nota è la descrizione di 2 fallschirmjager in quel di Cassino, dove risalta in maniera evidente l’ulteriore passo avanti della Dragon nello sviluppo tecnico-realizzativo dei materiali impiegati e nella consacrazione assoluta del rispetto delle proporzioni.

MONTE CASSINO 1944

La linea Gustav rischia lo sfondamento a Sud-Ovest. L'ultimo baluardo che divide Roma dall'avanzata Alleata è fortemente difeso con estremo coraggio e con temibile ardore dalla 1ª divisione fallschirmjager.
Questi uomini, arditi e valorosi soldati, punta d'elite delle truppe aviotrasportate tedesche (3° reggimento paracadutisti del Colonnello Heillmann : unità scelta della 1ª divisione del Generale Heidrich), temprati nel corpo e nello spirito da anni di estenuanti esercitazioni e da memorabili battaglie, sono chiamati a porre un'ultima difesa all'offensiva Alleata contando solo ed esclusivamente sulle proprie forze (coadiuvati da mortai tipo Granatwerfer 34 mortar e Lightmortar 50 mm detto Leichter granatwerfer 36) e sul favore concesso loro dalla posizione strategica e dominante delle antiche rovine del monastero benedettino.

La confezione Dragon di Josef Alte e Willi Junge (codice 70193) è a dir poco evocativa. La scatola si presenta doppia : al suo interno possiamo ammirare un'accessoristica e una buffetteria di tutto rispetto.
Il portacaricatore in tessuto è una vera "chicca" ed emula molto da vicino il vero in cuoio e canapa. Giberne, gavetta e bisaccia sono di ultima generazione. Le fascette divisionali Afrika e Kreta infondono una maggiore valenza e carica ai due paracadutisti reduci da gloriose battaglie.
Abbiamo un Unteroffizier: Caporalmaggiore facente le veci di sergente (W.Junge) e un Oberleutenant : Tenente (J.Alte) entrambi dotati di differenti decorazioni.
I camuffamenti delle due jump smocks sono di ottima realizzazione. Gli elmetti modello M38 sono ben fatti, la loro colorazione è quella classica della campagna italiana e l'effetto "usura" è notevole. I soldati sono armati rispettivamente di un MP40 sub machine gun e un KAR-98K rifle.
Ma la vera punta di diamante dell'intera confezione è data dal mortaio 80 mm (granatwerfer 34 mortar) realizzato in verde chiaro e anch'esso segnato dall'usura; è composto da 3 parti assemblabili, ognuna di essa stupefacente!
Esclusiva è la cassa portagranate 8 Cm.


Per informazioni contattare:

ACTION SOLDIER di G. Pirozzi, Via Montebello 56, 60121 Ancona. Tel/fax : 071 54856 – 071 2076241 www.actionsoldier.it e www.soldat.it . Quest’ultimo è il primo e unico forum italiano sulle action figures militari in scala 1/6 gestito dai migliori professionisti italiani del settore.

 

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