I  CORAZZATI  DI FULVIO LA ROSA

di Paolo Pierpaoli

IL NOSTRO SOCIO POSSIEDE LA PIU’ AMPIA COLLEZIONE DI MODELLINI IN METALLO DI MEZZI MILITARI NELLA NOSTRA REGIONE ( E ,FORSE , IN ITALIA) ECCO  I SUOI MOTIVI DELLA SCELTA

Il nostro socio Fulvio La Rosa vive a Pesaro, è laureato in giurisprudenza, è stato funzionario di un Istituto di credito, è un rinomato pittore che ha al suo attivo una serie di riconoscimenti ed esposizioni, è diplomato in pianoforte e riconosciuto competente in materia di musica classica; sta per pubblicare una pode-rosa opera dedicata alle Società concertistiche di Pesaro con il patrocinio dell’Ente concerti di quella città ed infine è studioso di storia del II° conflitto mondiale con particolare rife-rimento alla guerra nel Pacifico ed alla Battaglia della Linea Gotica in Italia del 1944. Ma è anche un raffinato modellista di mezzi militari del II° conflitto mondiale e possiede, oltre ai modelli in plastica da lui realizzati, una ricca collezione di modellini in metallo di aerei, mezzi corazzati e ruotati ed artiglierie della quale non esiste l’eguale in ambito regionale e forse nazionale, con un totale di oltre 500 pezzi fra i quali prevalgono i mezzi corazzati.
Al nostro socio ed amico abbiamo rivolto alcune domande relative alla sua collezione ed ecco le risposte che ci ha cortesemente fornito.
<<Una collezione un po’ insolita la tua: si sa che i modellisti puri non amano troppo i mezzi militari in metallo in quanto forniti di solito già pronti dal fabbricante, mentre il modellista desidera assemblare personalmente i suoi pezzi e “ personalizzarli” quanto più è possibile, cio' che sarebbe, dico sarebbe, possibile solo con le relative scatole di montaggio. Nelle pubblicazioni di modellismo, infine, quello in pressofusione ha ben poco spazio…Insomma, un collezionismo “ minore”. O no ?>>
<<Ho cominciato a costruire modelli di aerei e carri fin dal loro primo apparire sul mercato italiano, quan-do non esistevano neppure gli appositi colori (quelli opachi li si otteneva aggiungendo agli smalti un pizzi-co di borotalco…). Quanto all’odierna attrezzatura ed alla accessoristica ora disponibile in quantità straordinaria, queste non erano neppure pensabili; poi, da modellista, sono diventato collezionista di mezzi militari aerei e terrestri, in me-tallo, sia in kit da assemblare che già completi, mirando a renderli realistici il più possibile, curandone la livrea mimetica, aggiungendovi ac-cessori da me realizzati come teli, reti mimetiche, carichi sterni, antenne ecc.
Effettivamente, si è da tempo consolidata, e a nostro avviso erroneamente, la convinzione che il modellismo militare sia espresso solo : a) dalla costruzione e magari dalla elaborazione e personalizzazione dei kit da montare; b) dalla autocostruzione più o meno integrale del modello da realizzare.Noi riteniamo che possono entrare a pieno titolo nella categoria modellistica anche i modelli militari in metallo pressofuso o in kit da montare, su cui il mo-dellista abbia apportato modifiche, colorazioni e tinteggiature mimetiche, che, partendo dal pezzo nuovo di fabbrica, lo rendono più realistico. Questi ultimi modellisti preferi-scono modelli in metallo, disponibili sul mercato, per dare poi ad essi la giusta livrea, i contrassegni delle unità di appartenenza e tutto ciò che conferisce ad essi un aspetto operativo e vissuto. Con questo, non vogliamo avere la pretesa di imporre una diversa “filosofia” modellistica ma riteniamo solo di fare considera-re anche questa attività modellistica degna di rispetto.
Qualche esempio: il “ Tigre” della Solido viene fornito dalla fabbrica con alcune grossolane imprecisioni ( mancanza del freno di bocca al cannone da 88mm, assenza delle ruote di rotolamento esterne, i ganci di traino, ed altre imprecisioni nelle linee generali): ecco che a questo punto il modellista può interveni-re per migliorare e rendere più credibile il modello>>.
<<Da cosa è nata ed a quando risale la tua passione per il modellismo ed in particolare per i mezzi militari in pressofusione ?>>
<<La mia passione per il modellismo storico militare nasce dalla passione per la storia ed in particolare per quella della II guerra mondiale che ha sfiorato, con il passaggio del fronte in Italia i ragazzi della mia generazione, suscitando un grande interesse per quei mitici veicoli militari che furono i protagonisti del conflitto al servizio dei combattenti>>.
<<Quali sono i pezzi più rinomati o singolari della tua raccolta? A quando risale il primo acquisto ?>>
<<Il primo kit (in plastica) fu un aereo americano assai noto come addestratore presso numerose nazioni; l’American Texan T6, regala-tomi da un amico allievo ufficiale pi-lota dell’Accademia di Nisida; era della ditta Aurora, Seguirono più di 200 aerei delle nazioni belligeranti, alcuni dei quali erano ancora avvolti nel mistero e, come tali, ricercati a-vidamente. Tra i più pregiati ne cito 2: il famoso semicingolato tedesco “ FA MO” da 18 tonn. e l’autocarro CHEVROLET da 3 tonn. nei colori tipici della Campagna d’Italia.
<<E’ possibile la personalizza-zione di modellini in pressofusione? Se si, ce ne puoi parlare più diffusamente ?>>
<<Ho già accennato prima che tendo a rendere realistici e storici i modelli in pressofusione, cioè lo elaboro in modo che esso riproduca in miniatura un mezzo realmente esistito o comunque “ credibile” e “vissuto” , aggiungendo alla mime-tizzazione polvere, fango accessori vari, cavi di traino, reti mimetiche ma anche apportando modifiche sostanziali a tutti quegli errori, spesso grossolani, del venditore che è possibile eliminare.
<<Esistono anche scatole di montaggio di modellini militari in metallo ? Di quali marche ?>>
<<Si, esistono! Ma sono poche le ditte produttrici e i loro prezzi sono elevati. Cito la “ Hart Model”, la Ro-yal Soverein e la Corgi inglesi, la “ Criel Model italiana ( li faceva, ora è passata alla resina ) ma ve ne sono di tedesche probabilmente altre ditte artigianali sparse nel mondo.
In conclusione, non mi sembra giusto definire “ minore” il modellismo di cui sopra: piuttosto lo definirei “ diverso”; aggiungo che oggi esso an-novera pezzi di ottima fattura e tali da non invidiare i loro cugini di plastica o di resina; infine, che se è doveroso ammirare i modellisti che “ autocostruiscono”, modificano, assemblano, è anche giusto riconoscere il lavoro di chi, partendo da un pezzo finito, ne fa un’elaborazione realistica e che non sfigurerebbe certo in una mostra specifica; debbo sottolineare che sempre modellismo anche esso come lo è questo tipo di modellismo è snobbato, anzi volutamente ignorato ed è pur quello del modellismo ferroviario i cui pezzi nascono completi>>.
Ci sia consentita solo un’annotazione finale (di un più modesto collezionista di modellini militari in metallo): il loro fascino sta proprio nell’essere in metallo come gli “ originali”: dite quello che volete ma un modellino in plastica di un mezzo corazzato, per quanto realistico non procura la stessa realistica impressione. Provare per credere!

 

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